EVENTI
Un contributo al mondo sindacale e civile
15-07-2015

Trent’anni di storia, 137 rappresentanti sindacali sparsi sul territorio nazionale e un’organizzazione sempre più solida e strutturata per affrontare le nuove sfide del contesto economico, politico e sindacale. È l’immagine dell’ANQUI emersa nell’ultimo Consiglio Nazionale che si è svolto a inizio luglio a Torino ed è stata l’occasione per defnire e condividere con i soci le iniziative da portare avanti nei prossimi mesi.
A dare il benvenuto ai partecipanti è stato il Presidente dell’Associazione, Lamberto Borgogni, che ha presentato un’approfondita analisi del panorama mondiale. «Guardando alle vicende accadute dalla fne del secondo conflitto generale non riesco a individuare una situazione internazionale di gravità e di complessità paragonabile a quella che stiamo vivendo. Nell’ultimo anno ai tradizionali conflitti endemici si è aggiunta a est la crisi Russo Ucraina e nel mondo islamico è riesplosa, in modo drammatico, la secolare guerra di religione. Chi si stupisce delle bandiere nere dell’ISIS che garriscono dalle frontiere turche dell’Iraq e della Siria fno alle coste della vicina Libia, evidentemente ha rimosso il ricordo delle lotte che l’Occidente ha combattuto proprio in quei territori per sconfiggere il terrorismo». L’altro fenomeno drammatico, di fronte al quale non si può rimanere indifferenti, come ha sottolineato Borgogni, è quello dell’immigrazione che ha assunto dimensioni tali da rendere necessario l’intervento delle istituzioni sovranazionali, le uniche in grado di mobilitare le risorse necessarie per controllare e gestire questi flussi.

La situazione italiana

L’analisi del Presidente si è poi concentrata sulla strategia dei 1000 giorni del Governo Renzi che si è insediato lanciando lo slogan “cambiare verso all’Italia”, promettendo una riforma al mese.
«Nel carniere del Governo la preda più pregiata è rappresentata, sicuramente, dal Jobs Act, entrato completamente in vigore con molte modifiche dello Statuto dei lavoratori che in alcuni casi, stanno suscitando proteste e animati dibattiti - ha proseguito il Presidente - E che dire, del rapporto tra l’entità delle decontribuzioni per le assunzioni con “Contratti a tempo indeterminato a tutele crescenti” e gli indennizzi per i licenziamenti che per i nuovi assunti, sono stati sostanzialmente liberalizzati?». Per sapere se questa riforma è davvero efficace bisognerà aspettare il prossimo anno quando l’entrata in vigore della norma dovrebbe trasformare molti contratti atipici, a partire dai CoCoPro, in contratti a tempo indeterminato, con relativi oneri economici aggiunti per le imprese. Per il momento gli ultimi dati ISTAT dicono che la recessione finalmente si è fermata. Ma ora, come ha sottolineato con forza il Presidente, servono vere politiche di sostegno allo sviluppo e incentivi agli investimenti e occorre combattere con coraggio le tre vere piaghe del paese, a partire dalla corruzione, un fenomeno così diffuso e radicato, da aver reso necessaria la revisione al rialzo della cifra di 60 miliardi annui scaricata nei bilanci pubblici. «A questo riguardo, continuo a chiedermi che fine abbiano fatto le ipotesi di drastica riduzione delle 8000 aziende pubbliche, parapubbliche, partecipate, 2000 delle quali senza dipendenti e formate solo da Consigli di amministrazione, che alimentano il sottobosco politico e vengono utilizzate come scorciatoie nei percorsi corruttivi. La seconda piaga consiste nell’evasione e nell’elusione fiscale, che sottraggono al bilancio pubblico risorse stimate in circa il 10% del prodotto interno lordo. Il rapporto annuale sulle entrate fiscali presentato quest’anno evidenzia che l’82% delle imposte dirette sono pagate da dipendenti e pensionati e che moltissime categorie di lavoratori autonomi e di imprese, sono esenti dalle tasse perché non raggiungono la soglia degli 8000 euro lordi di reddito annuo. La terza piaga, probabilmente la peggiore di tutte, è quella della criminalità organizzata, capace di sottrarre all’autorità dello Stato intere regioni, ma che ormai, ha esteso i suoi tentacoli in tutte le zone ricche e produttive del Paese, diventando sempre più un fattore economico distorsivo delle leggi di mercato» ha concluso Borgogni.

Rappresentanti o mediatori?
Riprendendo alcune affermazioni del Capo del Governo che ha ventilato la possibilità di migliorare il dialogo tra Stato e parti sociali, il Segretario Generale Francesco Scandale ha portato al centro del dibattito il tema del soggetto sindacale unico. «Dobbiamo riflettere attentamente sulle conseguenze di tale proposta partendo da una considerazione basilare: vogliamo essere un soggetto di rappresentanza o solo di mediazione? Se intendiamo ancora definirci rappresentanti dei nostri lavoratori non possiamo accettare di scioglierci in un unico corpo che, intuitivamente, non potrebbe dare voce correttamente alle diverse idee personali dei propri rappresentati e a quelle specificità, prerogative e competenze che caratterizzano la categoria dei Quadri».

L’adesione al testo unico
Scandale ha poi ripercorso le vicende accadute nei mesi scorsi presso la
Denso Thermal Systems di Poirino: «A marzo con l’apertura delle procedure per il rinnovo delle RSU i responsabili territoriali della triplice hanno comunicato al nostro vice Segretario, Andrea Parola, che senza l’Adesione al Testo Unico sulla rappresentanza, la nostra lista sarebbe stata rifiutata dalla commissione elettorale. Le scelte sostanzialmente potevano essere due: la prima, rifiutare l’imposizione; presentare ugualmente la lista e al rifiuto, scatenare la guerra legale con tutte le conseguenze del caso. Soluzione che aveva certamente un senso, ma sarebbe costata una stagione di battaglie legali che ci avrebbe costretti a considerare anche economicamente uno sforzo senza precedenti. Tuttavia aveva il pregio di scoperchiare finalmente il pentolone dei contributi sindacali estorti dalle OOSS ai lavoratori, consentito da un apposito cartello creato tra le sigle, a dimostrazione che in fondo, gli interessi delle confederazioni contano molto di più delle tutele da garantire agli iscritti. La seconda opzione era aderire. Come? Scrivendo semplicemente una lettera a Confindustria in cui dichiaravamo la nostra totale adesione senza riserve al testo completo».
La Giunta dell’ANQUI ha scelto di seguire quest’ultima strada, una decisione che avrà ripercussioni importanti: «Per continuare a svolgere la nostra attività sindacale nelle varie aziende ora più che mai dobbiamo pretendere gli stessi diritti degli altri soggetti sindacali; per prima cosa appunto il monte ore, calcolato con gli stessi criteri uguali per tutti, e la partecipazione ai tavoli delle trattative» ha spiegato Scandale.

Tecnimont, Alstom e Blutec
Un’altra vicenda contrastata è quella accaduta alla Tecnimont che non ha più una rappresentanza sindacale perché i due rappresentanti di CISL e UIL per ragioni differenti sono usciti dall’Azienda. «Per regolamento RSU se viene meno la maggioranza decade il mandato e occorre avviare le procedure per nuove elezioni.
Ed è qui che si è concretizzato l’assurdo: le elezioni possono essere indette solo dalle Organizzazioni firmatarie dell’Accordo del ‘93 - ha raccontato il Segretario Generale - Peccato che in quel particolare settore dell’Azienda fosse rimasto solo il nostro rappresentante sindacale. Risultato: si fa a meno delle RSU. A noi questo sembra un paradosso e un’ingiustizia perpetrata ai danni dei lavoratori e di chi come Marco Cameletti fu legittimamente scelto per rappresentare i Quadri». L’altra Azienda che desta parecchie preoccupazioni è Alstom che conta circa 900 dipendenti, la maggioranza Quadri e Professional. «L’attuale crisi economica ha quasi azzerato il settore dei trasporti ferroviari. Le scarsità di risorse che gli enti pubblici hanno a disposizione per questo settore e competitor agguerriti, hanno assottigliato pericolosamente i volumi dello stabilimento di Savigliano. Il 2015 è iniziato con un corposo piano di cassa integrazione che interessa pesantemente e per la prima volta anche la categoria dei Quadri. Con Luciano Delpiano, attivissimo nel seguire personalmente la situazione stiamo considerando di studiare iniziative che coinvolgano anche eventuali altre sigle sindacali, per riportare la situazione di questa Azienda al centro dell’agenda del Governatore Chiamparino essendo tra l’altro Presidente della conferenza Stato Regioni». Scandale ha concluso la sua relazione aggiungendo che l’Associazione nei mesi scorsi ha aperto un importante canale di comunicazione, propedeutico alla costituzione di una rappresentanza interna, con la società Blutec del Gruppo Stola.

Il dibattito
Mario Vigna si è interrogato sulle possibili evoluzioni delle Organizzazioni Sindacali. «Oggi occorre prendere decisioni che siano condivise e diano una prospettiva all’Associazione. Occorre uno sforzo di visione per non tralasciare nulla perché tutto accade molto velocemente. Dobbiamo essere pronti a prendere le decisioni necessarie e indispensabili per il futuro dell’ANQUI». Lorenzo Barolo ha parlato del Fondo Pensione ricordando che è stato modificato lo statuto per consentire a tutti Professional di aderire ma l’iniziativa ha avuto scarso successo. Riallacciandosi al tema pensionistico Andrea Parola di Denso Thermal Systems ha sottolineato come nella sua Azienda si stia attivando per sensibilizzare i giovani sulle opportunità offerte dal Fondo e sulla necessità di costruirsi una pensione integrativa. «Dobbiamo far conoscere la nostra Associazione a chi è appena entrato nel mondo del lavoro, spiegandogli l’importanza di avere una tutela sindacale». Roberto Merotto di Avio Aero ha presentato un quadro esaustivo di quello che sta accadendo nella sua Azienda da quando è diventata una business unit di GE Aviation. «Da una parte facciamo fatica a coinvolgere i colleghi nella vita associativa.
Dall’altra facciamo, invece, parte di un Gruppo molto attivo nel proporre numerose iniziative di coinvolgimento dei dipendenti.
Ad esempio abbiamo un portale, The Woman Network, in cui le donne possono confrontarsi sulle problematiche femminili.
Oppure abbiamo l’Employee Advisory Board, in cui le persone possono portare alla luce le criticità lavorative. Il rischio qual è? Che la rappresentanza sindacale venga tagliata fuori. Ciascuno di noi ormai, saltando le gerarchie, si gestisce in maniera autonoma. Le conseguenze? A fine anno dovremo avere i primi demansionamenti i nuovi funzionari non hanno più il benefit dell’automobile, per citare alcune novità. Dobbiamo cercare, come Associazione, di programmare con l’Azienda degli incontri ufficiali e far capire ai colleghi che questo individualismo nel lungotermine non sarà vantaggioso».
Carlo Capellaro ha riconosciuto le specificità dei Quadri, professionisti che sono preparati e attenti alleloro responsabilità. Fabrizio Amante ha ricordato il successo dell’AQCF nelle recenti elezioni delle RSA e le difficoltà che l’Associazione ha affrontato nelle lunghe trattative per il rinnovo del CCSL, un contratto unico e globale. Inoltre ha fatto il punto sull’avanzamento dei lavoria Mirafiori, dove per rifare lo stabilimento che produrrà il nuovo SUV di Maserati e un altro modello di alta gamma, è stato investito un miliardo di euro.
Mario Zanelli dello stabilimento Iveco di Suzzara ha parlato di come il clima sia cambiato nei rapporti con i rappresentati delle altre Organizzazioni Sindacali più propensi al dialogo proprio in occasione delle recenti elezioni delle RSA. «Chi si rivolge alla nostra Associazione lo fa con rispetto. Potremo valutare di fare un passo in avanti prendendo spunto da situazioni a livello europeo che funzionano meglio, ad esempio in Germania i sindacati siedono nel CDA delle Aziende». Marco Cameletti di Tecnimont proprio alla luce della recente esperienza nella sua Azienda ha ribadito l’importanza di poter contare su una rappresentanza sindacale. Pietro Zamborlini di Alstom, ricordando i suoi anni in Azienda, ha sottolineato quanto sia efficace la “campagna porta a porta”, basata sul contatto diretto con le persone. «La parola Sindacato non è più spendibile, soprattutto con i giovani, meglio parlare di Associazione e Organizzazione».

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Rappresentano un quarto degli iscritti all'Associazione e sono una vera risorsa per l'ANQUI. Sono i soci in quiescenza che si sono riuniti per eleggere i membri del nuovo Comitato Periferico e per discutere come migliorare attività e servizi

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