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Paga sempre e solo il ceto medio
16-11-2012

Anche la legge di stabilità, in via di approvazione a colpi di voti di fiducia in Parlamento, si è trasformata nell’ennesima occasione per continuare ad addossare alla categoria dei Quadri e dei Professional sia gli oneri maggiori del risanamento dei conti pubblici sia i costi impropri causati dagli errori del Governo nella sua frettolosa riforma delle pensioni.

La CUQ è ovviamente d’accordo per la salvaguardia di ulteriori 10.000 esodati, ma non può esimersi dall’evidenziare come, ancora una volta, per trovare la copertura finanziaria necessaria, la maggioranza parlamentare stia per approvare un emendamento che blocca a tempo indefinito l’adeguamento dell’assegno pensionistico all’inflazione per tutti i pensionati, che percepiscono un assegno superiore di sei volte il trattamento minimo, calcolato al lordo.

Una decisione che, oltre al danno, rappresenta una vera e propria beffa in quanto è stata presa dopo che la Ragioneria generale delle Stato aveva bocciato la precedente copertura, che prevedeva un contributo di solidarietà sulle altissime retribuzioni.

Quindi dopo l’eliminazione per i Quadri e Professional in attività del pur modesto beneficio derivante dall’abbassamento di un punto percentuale delle aliquote dei primi due scaglioni dell’IRPEF, che era stato previsto nella stesura del Governo, la nuova legge di stabilità si appresta a vessare ulteriormente anche i nostri colleghi pensionati i quali, è bene ricordarlo, già quest’anno e il prossimo si sono visti decurtare il loro potere di acquisto da un analogo provvedimento contenuto in quella riforma delle pensioni che, alla lunga, sembra creare più problemi di quelli che intendeva risolvere.

Altro tema di cui dobbiamo preoccuparci: nelle discussioni parlamentari continua a emergere con insistenza la volontà di limitare gli eventuali interventi a favore dei lavoratori dipendenti, che dovessero essere presi a partire dal 2014, solo a quanti percepiscono una retribuzione inferiore a soglie che di fatto escludono non solo tutti gli appartenenti alla categoria dei Quadri e dei Professional, ma anche larghissima parte dei lavoratori specializzati e qualificati.

Ci saremmo aspettati che per fronteggiare una crisi drammatica come quella che il Paese sta attraversando il Governo e il  Parlamento manifestassero un sussulto di coraggio e di responsabilità, che li portasse ad affondare finalmente il bisturi sulla montagna di  sprechi e di privilegi di cui godono e che continuano a difendere, invece che continuare a penalizzare il ceto medio, attore principale per la ripresa dello sviluppo, di cui il Paese ha particolare bisogno.

Per quanto attiene alle sue responsabilità la CUQ farà quanto è nelle sue possibilità affinché fin dai prossimi mesi le cose possano cambiare profondamente per la categoria dei Quadri e dei Professional.
 

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